Il terroir non è solo vino. È espressione di suolo, clima, coltivazione, mani che lavorano. E nella birra? Anche il luppolo ha il suo terroir, e Amer-Amer di Brouwerij De Ranke lo dimostra in modo esemplare. Una birra che prende il nome dal suo cuore amaro: “Amer” in francese significa amaro, e il secondo “Amer” richiama gli American hops — Centennial e Cascade — due varietà iconiche degli USA… coltivate però a Poperinge, nelle Fiandre belghe. Un altro clima, un altro suolo, un’altra mano agricola: il risultato? Gli stessi luppoli cambiano volto, dando vita a un’amarezza pulita ma terrosa, floreale ma rustica, decisamente belga. Una birra “Steam”, ispirata all’ormai chiusa Anchor Brewing, con bassa fermentazione e rifermentazione in bottiglia, per unire tradizione e originalità. De Ranke (con Amer Amer) sarà protagonista del laboratorio con Kuaska “Nuove Rotte del Luppolo – IPA e oltre, tra scuole e rivoluzioni”. Un viaggio aromatico da Göteborg a Chicago, da Copenaghen alla Brianza, fino al Belgio, alla scoperta delle mille facce del luppolo nel bicchiere: Stigbergets (Svezia): l’eleganza nordica della NEIPA Alefarm (Danimarca): pulizia e raffinatezza luppolata Messorem Bracitorium (Canada): succoso e senza compromessi Mikerphone Brewing (USA): musica, creatività e birra Birrificio Rurale (Italia): pionieri italiani del luppolo Kashmir (Italia): visioni personali tra luppolo e creatività Dalle radici della tradizione europea alle esplosioni aromatiche delle NEIPA, un percorso che racconta una verità semplice: il luppolo non è mai solo luppolo. È territorio, cultura, persone.
